ri-tratta

portraits from human dignity

thank you, baby

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invece, l’attrice (che chiameremo, con un nome di fantasia, michela) è ancora là, nella chiesa della cattedrale, che ritira le sue cose, col resto della sua compagnia.
mi avvicino che sembro la copia sfigata di un idiota. mi sorride e si avvicina. è proprio un gran bel pezzo di figa, penso. comincio a sudare e le parole, che normalmente sono il mio habitat, mi si accartocciano in bocca: mi esprimo in modo tribale con monosillabi. realizzo di essere vestito come peggio non potrei per una simile occasione. all’improvviso ho il colpo di genio. mentre siamo uno di fronte all’altra senza sapere che cazzo dirci, e mentre michela si chiede cosa ci faccia uno così a tempio e, soprattutto, come possa essersi infilata in una simile, imbarazzante situazione, io ho tiro fuori il libro che le avevo portato e, con sommo divertimento di nicola, scado ancora più in basso: assieme al libro le regalo anche un segnalibri disegnato e costruito da me medesimo.
per tutta risposta, michela, dopo essersi messa prontamente il libro in borsa, mi trae d’impiccio. mi chiede di scambiarci i numeri di cellulare. io tiro fuori il mio e le chiedo di dettarmi il suo. non faccio a tempo a finire la frase che lei esplode: “non ci posso credere!” esclama come chi avesse appena scoperto che maria maddalena e la madonna son la stessa persona. “dai!” prosegue, lasciando me e nicola (che intanto sogghigna come un vero amico sul latte versato delle mie disgrazie).
la causa di tanta sorpresa è presto detta: “abbiamo lo stesso cellulare!! identico!! anche il mio è rosso!!!” e mentre parla fruga con foga la borsa alla ricerca del ninnolo che non vuol saltar fuori.

ora, per un attimo, mettetevi nei miei panni.

ho infranto quasi tutte le leggi del codice stradale, ho rischiato di sbrodare, ho legato la marmitta con i lacci delle scarpe, ho speso 70 euro di benzina (correre costa), ho progettato e realizzato un segnalibro personalizzato, ho portato in dono un bel libro, mi sono esposto al perenne pubblico ludibrio col mio migliore amico, mi è esplosa una penna da 800 euro in tasca… per cosa?

mentre realizzo lei va a cambiarsi ma mi chiede di aspettarla cinque minuti, tornerà subito.

nicola non dice nulla, non potrebbe: sta ridendo senza soluzione di continuità da circa 20 minuti. e io sono quantomeno accartocciato su me stesso. aspetto per pura educazione, ma vorrei essere già a la maddalena. “a questo punto neppure se tornasse in topless potrebbe riscattarsi” mi dice nicola gettando sale grosso nel solco della ferita.
“già” concordo

torna con tutto l’entourage della sua compagnia. ci presentiamo, e quello che sembrerebbe il loro capocomico mi chiede cosa ci faccio io a tempio: “semplice” rispondo “son qui per lei” dico indicando con lo sguardo michela che, spaventata dalla mia franchezza, si nasconde dietro una sua collega. “ma evidentemente” concludo “mi devo essere sbagliato” e nel dirlo mi alzo dallo scalino sul quale mi ero seduto e mi avvio.
“dai, marcello” dice michela “allora mi chiami?”
“per fare che? ciao michela, buonanotte” uno può farsi calpestare l’orgoglio, ma mai la dignità, mi ripeteva mia nonna.

risaliamo in macchina e puntiamo verso palau. arriviamo mogi e stanchi che son quasi le due, la reception di un piccolo, costoso hotel nei pressi del porto ci accoglie e ci sfama. l’indomani il primo traghetto parte alle 7. lo prenderemo.


to be continued

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2 Risposte

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  1. arf arf arf aua aua uuuuu ehehehe!!!

    melampo

    Luglio 9, 2009 alle 6:56 am

  2. [...] specie, studente, tautologia, umanità, uscire dai problemi, varianza genetica, verità « thank you, baby ink stain over my pants [...]

    night swimming « ri-tratta

    Settembre 21, 2009 alle 8:52 am


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